Adesso è tempo di stancarsi
come il metallo che cede e svanisce
oltraggiato dalla sua stessa muscolatura
o la pietra che si sgretola
e diventa granello e poi polvere.
È tempo che ci stanchiamo
di ripetere le stesse cose.
Non disturbiamo i loro discorsi
con il nostro sangue proibito;
che restino con i loro fagotti
e le ombre.
Lasciamo ai poeti del silenzio
la vertigine obliqua dei fiumi
e i volti che svaniscono dai muri.
Adesso che ci siamo abituati alla pioggia,
all’assenza, non di quello che fu punito,
ci tocca scoprire le navigazioni del bacio
e senza che mi dica il tuo nome,
di guardia, fare l’amore negli angoli,
e sotto la lentezza del fuoco
innalzare la nostra giustizia.
(Traduzione dal castigliano di Elisabetta Lasagna)